“Sogno di una notte di mezza estate”
“A Midsummer Night’s Dream”
Giovanni Soccol
“…e apparirà la nuova luna; ma, oh, quanto questa vecchia luna è lenta a tramontare!”
“…another moon – but O, methinks how slow this old moon wanes!”
“…le quattro notti svaporeranno presto nei sogni, e allora la luna, come un arco d’argento, appena teso in cielo, proteggerà la notte solenne”
“…four nights will quickly dream away the time: and then the moon – like to a silver bow new-bent in heaven – shall behold the night of our solemnities”
“…al chiaro di luna, hai cantato sotto la sua finestra, con falsa voce, strofe di falso amore…”
“…thou hast by moonlight at her window sung with feigning voice verses of feigning love”
“…cantando flevoli inni alla gelida morta luna…”
“…chanting faint hymnes to the cold fruitless moon”
“Prendi tempo a riflettere; e con la nuova luna, nel giorno in cui si sugellerà il nodo di un vincolo imperituro…”
“Take time to pause, and by the next new moon – the sailing day betwixt my love and me for everlasting bond of fellowship…”
“Domani notte, quando Febe rifletterà il suo volto d’argento nello specchio delle acque e spanderà liquide perle sui prati in germoglio, nelle ore più propizie a la fuga degli amanti, noi usciremo furtivamente dalle porte di Atene”.
“Tomorrow night, when Phoebe doth behold her silver visage in the watery glass, decking with liquid pearl the bladed grass – a time that lovers’ flights doth still conceal – through Athens gates have we devised to steal”
La mia lettura a questo punto si arresta, sono alla scena prima del primo Atto del Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare e già la luna per più volte è apparsa nella scrittura per creare la magia dello spazio.
Questo costante apparire della luna nel corso dell’opera, sia come personaggio che come magica forza creatrice di atmosfere, mi porta difronte ad un palcoscenico vuoto che attende la sua messa in scena. È in questo momento che il mondo di Luciana si apre in una visione che stimola il mio immaginario, offrendomi gli elementi per realizzarlo: le lune alchemiche, l’infondere la magia dell’apparizione agli elementi usati, e questi trattati come sostanze chimiche, misurate e calibrate per uno spazio che dilaga oltre i confini del campo sul quale si lavora, e che, se si sbaglia la dose, diventano veleni.
Con queste sollecitazioni sono uscito dallo studio di Luciana, pensando a quel suo mondo che, partendo dalle dimensioni della tela mi porta a realizzare una visione di Shakespeare, cioè delle misteriose forze che animano l’universo.
“La luna ci guarda col suo umido sguardo e, quando piange lei, piange ogni fiorellino, come la sua castità fosse stata ferita”.
“The moon methinks looks with a watery eye; and when she weeps, weeps every little flower, lamenting some enforced chastity”.
Venezia, ottobre 2025