Lo sguardo permanente

Elio Armano

 

In un mondo dove ormai da secoli la pittura è scesa dalle pareti e ha perduto la propria funzione sociale, i pittori, ammesso si debba chiamarli ancora così, sono diventati sempre più soli…

Vivere e lavorare a Venezia, dove c’è tutto e continua ad ospitare tutto in un cartellone infinito, è ancora più difficile. Tolte le poche e grandi figure, resta solo la strada della lunga tenacia di un lavoro conventuale, decennio dopo decennio.

Questo viene da pensare, guardando i quadri di Luciana Cicogna, fin dai tempi felici degli incontri e delle scoperte di un’Accademia scoppiettante, com’era quella sotto le Gallerie. Luciana ha continuato comunque il suo lavoro a dispetto delle mode e delle convenzioni, come hanno fatto ragionevolmente tanti altri suoi colleghi. Non si è fatta prendere dalla stanchezza, né intimidire dagli altrui successi, facili quanto scontati. Lavorando nel suo studio, ha “dipinto” e pensato chilometri di superfici, pur mostrando poco di questa sua quotidiana battaglia.

Ora, non in una galleria, luogo solitamente dell’edonismo e del commercio, ma in uno spazio culturale piccolo e coraggioso, mostra i suoi occhi/occhiali/macchine dello sguardo, strumenti antichi ma sempre attuali, senza i quali nulla potevamo capire dell’infinito spettacolo che ci dona la natura, anche se intorno a noi sono tornate tragedie che parevano appartenere al passato.

 

Maggio 2025